Cos’è ACA 

 

 

 

ACA, dall’inglese Adult Children of Alcoholics, è un programma di auto-mutuo-aiuto di Dodici Passi e Dodici Tradizioni per Figli Adulti di Famiglie Alcoliste o Diversamente Disfunzionali.

 

Ci incontriamo fra noi con reciproco rispetto, in un ambiente sicuro e condividendo le nostre esperienze comuni.

 

Scoprendo come l'infanzia ci abbia condizionato in passato e come ci influenzi nel presente (Il Problema), scegliamo azioni positive mettendo in pratica i Dodici Passi, concentrandoci su La Soluzione e accettando un Potere Superiore come ognuno di noi può concepirLo, trovando così la libertà dal passato e un modo per migliorare la nostra vita di oggi.

 

Con il Programma ACA impariamo  a diventare 
l'amorevole genitore di noi stessi con gentilezza, ironia, amore e rispetto, e iniziamo ad essere semplicemente ciò che siamo senza adattarci in ruoli malati o dibattendoci in schemi appresi dall’esempio durante la nostra crescita.

 

Il problema centrale per noi ACA, nasce nella nostra infanzia quando la necessità di sopravvivere in una famiglia disfunzionale per la presenza di alcool, droghe, psicofarmaci, malattie invalidanti, bigottismo o semplicemente ripetizione di quanto appreso dai nostri genitori nella “loro” infanzia, ha fatto sì che fin da bambini abbiamo iniziato una lotta senza fine per trasformare una famiglia disfunzionale e turbata in una amorevole e incoraggiante.

 

Siamo diventati adulti convinti di aver fallito e incapaci di trovare il modo per mettere fine agli effetti traumatici della disfunzione famigliare.   

 

Biasimo, vergogna, e senso di colpa verso noi stessi sono la conseguenza naturale di questo senso penetrante di fallimento. Le accuse contro noi stessi alla fine ci hanno portato ad odiarci. Accettare la nostra impotenza lasciando andare un controllo che a nulla è mai servito, è la chiave che sblocca il bambino-interiore e permette l'inizio di una rieducazione. Questo Primo Passo di apparente resa, è fondamentale affinché l'odio verso se stessi non duri ancora a lungo.

 

Lo scopo di ACA è triplice: proteggere e sostenere i nuovi venuti nell'affrontare la negazione del passato; consolarli nel dolore per l'iniziale perdita di sicurezza, fiducia e amore; e trasmettere le strategie per rieducare se stessi con gentilezza, ironia, amore e rispetto.  

 

Uscire dall'isolamento è il primo passo che l’adulto-bambino compie per recuperare se stesso. L'isolamento è sia una prigione che un rifugio. L’adulto-bambino, sospeso fra bisogno e paura, incapace di scegliere fra lotta e fuga, si tormenta nel mezzo e risolve la tensione con esplosivi scoppi di ribellione oppure sopportando in silenzio la disperazione.

 

L'isolamento è il nostro ritiro dal dolore paralizzante dell'indecisione. Questo ritiro nella negazione attutisce la nostra consapevolezza della realtà distruttiva della disfunzione in famiglia ed è la prima fase dell’elaborazione del  lutto e del dolore. Ci permette di far fronte alla perdita di amore e di sopravvivere di fronte alla negligenza e all'abuso. 

 

Il ritorno dei sentimenti indica che la guarigione è cominciata. Collera, colpa, rabbia e disperazione si risolvono nell’accettazione che la famiglia di origine ci ha dato “solo quello che era”. Ricominciare a sentire sentimenti propri vuol dire anche poter guardare al dolore per la nostra infanzia consapevoli di non essere la causa, la colpa o la cura per la disfunzione della famiglia e ci consente di porre fine al morboso attaccamento al passato ritornando a vivere nel presente, liberi di vivere la nostra vita da adulti.

 

Lo sforzo per sentirci al sicuro nell’infanzia di fronte alla negligenza, alla violenza o all’abuso della famiglia, ha oscurato il nostro mondo emotivo e ci ha lasciati feriti, offesi e incapaci di sentire. La negazione inconscia e la cancellazione dei ricordi dolorosi ci ha consentito di sopravvivere ma ci ha allontanato dal nostro vero-io. Adattarci per sopravvivere ha significato per noi mettere da parte ciò che siamo per essere ciò che era necessario essere e siamo così rimasti impotentemente dipendenti da coloro di cui diffidavamo e di cui avevamo paura.

 

Abbiamo protetto il nostro bambino-interiore vulnerabile emarginandolo nell’isolamento e nella negazione senza neppure il nostro amore.

 

Siamo adulti, ma il nostro vero-io è quel bambino ancora chiuso nella prigione in cui noi stessi, per sopravvivere, l’abbiamo rinchiuso. Il viaggio verso la riscoperta del nostro bambino-interiore è l’inizio del nostro cammino di adulti-bambini. 

 

Con la sensibilità e lo stupore tipico di quel bambino, esploriamo il mondo con nuovi occhi e diventiamo consapevoli del bisogno di andare verso altri e amarli per ciò che sono. L’affetto che ci unisce ai membri dei gruppi di auto-mutuo-aiuto guarisce la nostra ferita interiore e diminuisce i nostri sentimenti di paura.

 

Finalmente smettiamo di cercare di sedare il dolore inconscio che il nostro bambino-interiore prova, cominciamo a riconoscere ciò che realmente siamo, impariamo ad amarci per ciò che siamo incominciando a guardare la nostra vera identità riflessa negli occhi di altri adulti-bambini, sopravvissuti come noi, e come noi preziosi e liberi.

 

 

Come nasce ACA 

 

ACA nasce a metà del 1970 nel sud della California con incontri su base settimanale ma fra lotte e crolli, il vero inizio di ACA avviene ufficialmente nel 1978 a New York grazie ad un membro di Alcolisti Anonimi e a giovani membri di Alateen.

 

I membri Alateen ormai in età troppo avanzata per poter continuare a frequentare le riunioni Alateen, si affacciarono alle riunioni Al-Anon in cui si trovarono a confrontarsi principalmente con problemi da adulti.

 

Scelsero così di iniziare a condividere il senso di abbandono, abuso, e paura di vivere nelle loro case, in riunioni distinte da quelle esistenti fino a quel momento.

 

Successe poi che questi stessi membri ebbero la fortuna di partecipare ad un incontro in cui un membro di Alcolisti Anonimi portò la sua esperienza di essere cresciuto lui stesso in una famiglia alcolista e violenta.

 

La differenza di età era veramente notevole ma si dissolse nella condivisione dell’ esperienza vissuta.

 

Il messaggio si diffuse rapidamente soprattutto nei gruppi di auto-mutuo-aiuto che affrontavano il problema della dipendenza.

 

Le regole familiari del “non parlare, non sentire e non fidarti” cominciarono così a perdere il loro valore e ACA gettò le prime basi di un Programma di Recupero fortunatamente arrivato fino a noi nel 1995 con l’apertura dei primi gruppi italiani.

 

Anche ai primi gruppi italiani arrivarono membri da tutte le fratellanze e oggi, grazie a internet, anche tanti adulti-bambini ancora soli che hanno trovato ACA.

 

 

 

 

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